Il Giornale di Trieste

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Lo stemma della città è l'alabarda di San Sergio in campo rosso.


Sergio giunse a Trieste attorno alla metà del terzo secolo come tribuno nella XV Legione Apollinare di stanza in città e qui si convertì al cristianesimo. Scoperta la sua fede, fu richiamato a Roma.

Nel congedarsi dai suoi compagni di fede, promise loro un segno della sua morte, che presentiva imminente. Assieme ad un altro tribuno, Bacco, fu costretto a rendere pubbliche devozioni a Giove: rifiutatisi di rinnegare la religione cristiana, i due furono sottoposti a pubblico scherno e quindi trasferiti nella provincia detta Augusta d'Eufrate. Qui nel 301, durante l'impero di Massimiano, subirono il martirio. Bacco morì dopo essere stato flagellato; Sergio fu costretto a camminare con chiodi ai piedi e fu quindi decapitato.
Il segno annunciatore della sua morte promesso ai triestini fu l'alabarda, che la tradizione vuole piovuta dal cielo sereno nel foro cittadino il giorno del suo sacrificio. L'arma si conserva nel tesoro della Cattedrale e la tradizione popolare vuole che sia indenne da ruggine; si dice che più volte si tentò di rivestirla d'oro, ma inutilmente.

Essa è formata da una base conica da cui parte la punta, al centro della quale si aprono due raffi, con l'arco sinistro più corto sia in larghezza sia in lunghezza di quello destro. Viene comunemente chiamata "alabarda", ma ciò è inesatto in quanto questo tipo di arma fu usata sola a partire dal primo quarto del XIV secolo; la sua forma ricorda piuttosto quella del cosiddetto spiedo alla furlana. Gli Statuti Comunali del 1350 usavano un termine di maggior proprietà chiamandola "lancia di San Sergio".

La lancia di San Sergio come stemma cittadino è documentata fin dal XIII secolo: al verso di alcune monete del vescovo Volrico, coniate fra il 1237 ed il 1253, compare infatti il gonfalone comunale con l'arma. Si presume però che tale stemma fosse in uso fin dalla nascita del libero comune, i primi documenti del quale risalgono al 1139, quando il gastaldo civico parla in una causa "pro Comuni de Tergesto".

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